La casa editrice
DAUB (DeriveApprodi University Books) è un editore di saggistica universitaria e scientifica plurilingue, il cui campo di interessi privilegia gli approcci multidisciplinari di ampio respiro culturale (storia, filosofia, linguistica, critica letteraria, pedagogia, antropologia, psicologia, sociologia, scienza politica, economia e diritto, architettura).
Oltre alle collane già strutturate e riviste (Biblioteca del Rinascimento e del Barocco, Memoria, Identità Differenza, Musei della Traduzione, Schede Umanistiche etc.), pubblichiamo monografie, atti di convegno, collettanee, strumenti didattici di diversa area tematico-scientifica e in differenti supporti.
A seconda delle necessità di Autori e Dipartimenti, vengono rilasciati volumi in Open Access (Green/Gold), si assegnano DOI e producono volumi anche in versione digitale o ebook.
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Schede Umanistiche XXXIX/2
a cura di
Riccardo De Rosa, Valentina Gritti, Alfredo Mario Morelli, Giovanna Rizzarelli e Fabio Romanini
Che cosa vuol dire commentare un testo letterario? Benché sia alla base di ogni pratica ermeneutica, la domanda porta con sé una questione centrale
per gli studi umanistici: che cosa vuol dire leggere un testo? Ogni volta che ci poniamo dinanzi a un’opera letteraria per spiegarla e renderla più leggibile
per altri lettori, che dispongono di strumenti interpretativi ridotti o di meno tempo, diamo implicitamente una risposta a quesiti di grande spessore
per il mestiere dell’interprete della cultura scritta. La miscellanea è composta dai contributi di dieci studiosi di ambiti letterari e culturali differenti
per aree di competenza e intonazione, dai quali emerge con chiarezza quanto – pur nella molteplicità e varietà di interessi – la condivisione di problemi
che accomunano tutti i commentatori, editori di testi, consenta di far chiarezza su questioni ineludibili per ogni interprete e lettore.
Il volume si apre con gli interventi di Lucia Floridi, sugli epigrammi attribuiti a Luciano di Samosata, e di Silvia Mattiacci, sull’VII libro delle Metamorfosi di Apuleio, che partono da prospettive di lavoro differenti per cogliere punti di contatto inattesi e soluzioni condivisibili che riguardino questioni filologiche o testi già riccamente commentati. Passando alla prima modernità, il fascicolo procede con due contributi dedicati a Luigi Pulci: mentre Luca degl’Innocenti si dedica al Morgante, Alessio Decaria affronta i più trascurati testi minori del poeta fiorentino. Il dittico mostra come un commento intratestuale sia imprescindibile per opere complementari. Dopo il contributo di Federico Baricci, dedicato a Folengo e al suo Baldus, che dà conto di quanto sia impegnativa l’edizione di un’opera cosi sofisticata per tradizione del testo e per spessore linguistico, si passa a due articoli dedicati a Tasso. Il primo, di Tancredi Artico, offre l’esempio di come l’esegesi antica della Liberata possa essere utilmente impiegata nei commenti moderni; il secondo, di Rosario Lancellotti, si avvale di alcuni postillati del poeta di Sorrento per illustrare come le abitudini di Tasso lettore si riverberino sulle sue scelte d’autore. Si passa poi a un caso estremamente interessante con il contributo di Maria Cristina Cabani e Andrea Lazzarini, che portano l’esempio dell’edizione critica e commentata della Secchia rapita, impresa particolarmente complessa per l’articolata storia editoriale e per l’intrinseca componente parodica dell’opera. Il fascicolo si chiude con i contributi dedicati a Marino. Il primo, di Beatrice Tomei e Marco Landi, restituisce l’esperienza dell’edizione della Galeria, frutto della collaborazione tra filologi, letterati e storici dell’arte. L’ultimo saggio, di Sara Stifano, pone invece l’accento sulla necessità di considerare le arti visive per commentare e comprendere l’Adone.
Volume rilasciato in modalità OpenAccess Gold
DOI: doi.org/10.69150/9788865486566_SU39_2
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Rivista semestrale dell’Archivio Umanistico Rinascimentale Bolognese
ANVUR: A
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Redazione: Luca Vaccaro
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