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DAUB (DeriveApprodi University Books) è un editore di saggistica universitaria e scientifica plurilingue, il cui campo di interessi privilegia gli approcci multidisciplinari di ampio respiro culturale (storia, filosofia, linguistica, critica letteraria, pedagogia, antropologia, psicologia, sociologia, scienza politica, economia e diritto, architettura).
Oltre alle collane già strutturate e riviste (Biblioteca del Rinascimento e del Barocco, Memoria, Identità Differenza, Musei della Traduzione, Schede Umanistiche etc.), pubblichiamo monografie, atti di convegno, collettanee, strumenti didattici di diversa area tematico-scientifica e in differenti supporti.
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di Hans Christian Andersen
a cura di Bruno Berni
Il volume raccoglie e presenta in traduzione italiana i paratesti autoriali che Hans Christian Andersen affiancò alle sue Fiabe e storie: dalla breve nota introduttiva del 1830 a Lo spettro, alla prefazione del 1837 Per i lettori più grandi, fino alle tre serie di Note del 1863, 1868 e 1874.
Questi testi, raramente riprodotti nelle edizioni danesi moderne – solo in singole edizioni critiche –, ma soprattutto mai raccolti in un volume autonomo e mai tradotti, rappresentano un laboratorio privilegiato per comprendere il rapporto dell’autore con i propri lettori e con la ricezione della sua opera. Attraverso l’analisi dei testi, il saggio introduttivo mette in luce la funzione critica e narrativa che questi testi svolgono: soglie d’accesso, mappe interpretative, dichiarazioni poetiche e, talvolta, difese accorate contro le incomprensioni della critica. Ne emerge il ritratto di un autore moderno, consapevole, impegnato nella costruzione pubblica della propria opera e nella riflessione sul proprio ruolo. Alla luce delle categorie di Gérard Genette, i testi si configurano come peritesti che assumono diverse funzioni: dichiarazioni programmatiche, difese contro la critica, riflessioni sulla genesi dei testi e bilanci retrospettivi. Le Note in particolare, pubblicate a distanza di decenni dalle prime fiabe, costituiscono esemplari di “prefazioni tardive”, che in Andersen assumono a poco a poco il carattere di commento parallelo, fino a coincidere con le ultime fiabe composte.
I paratesti si rivelano così non semplici apparati, ma testi metanarrativi che completano e accompagnano le fiabe, configurandosi come un’autobiografia in filigrana. Riunirli in un corpus autonomo significa restituire spazio alla voce dell’autore che legge sé stesso, offrendo al lettore contemporaneo una prospettiva inedita sulla genesi e sulla ricezione della fiaba anderseniana.
Hans Christian Andersen (1805-1875) è uno dei maggiori autori di fiabe. Nato a Odense da padre ciabattino e madre lavandaia che finirà alcolizzata, a 14 anni va a Copenaghen per cercare fortuna nel teatro e, grazie a generosi protettori, studia danza e canto e può proseguire gli studi fino all’università. Dopo gli esordi con drammi, poesie, resoconti di viaggio e un romanzo, L’improvvisatore, è con la prima raccolta di fiabe, del 1835, che inizia a trovare la sua vera vena. Oltre ai ricordi dei suoi numerosi viaggi, come Il bazar di un poeta, pubblica altri romanzi, tra cui O.T. e Il violinista, l’autobiografia La fiaba della mia vita, ma sono le 156 fiabe e storie scritte nel corso di tutta la sua esistenza a renderlo famoso e amato nel mondo.
Bruno Berni (Roma 1959) è dirigente di ricerca dell’Istituto Italiano di Studi Germanici di Roma. Ha pubblicato saggi e volumi sulla letteratura danese dal Settecento a oggi e sulla storia della mediazione e tradotto oltre un centinaio di opere letterarie dal danese, ma anche da svedese, norvegese e tedesco. Per la sua attività ha ricevuto diversi riconoscimenti, come il premio nazionale per la traduzione in Danimarca (2009) e in Italia (2012).
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